acrostico bizzarro

musica, sensazioni ed altro ancora

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Blogger: sevensisters
Nome: Francesco
(in ordine alfabetico): amante del bello, emotivo, ingenuo, insoddisfatto, intelligente, ironico, nervoso, pigro, riflessivo, sensibile, testadicazzo. Uno che spera, prima o poi, di vivere per davvero.

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mercoledì, 30 novembre 2005

ATTUALITA’
 
-          Allora, com’è andata ieri sera? L’hai portata a cena fuori?
-          Sì. A lei piacciono i locali tipici, così l’ho portata in quella trattoria sul Lungotevere…
-          Da Romoletto? Bellissima…
-          Sì, l’unica che si affaccia direttamente sul Tevere. La sera, con il riflesso delle luci sull’acqua, è molto romantico.
-          Malandrino! Ce l’hai messa tutta, eh?
-          Già. Però poteva andare meglio.
-          Perché?
-          Non avevo prenotato.
-          Ma il martedì non c’è bisogno di prenotare.
-          Lo credevo anch’io. Invece la trattoria era piena.
-          Ah sì? È strano…
-          E invece era piena, ti dico. Come un uovo. Abbiamo dovuto attendere in piedi per mezzora prima che si liberasse un tavolo. Anche il cameriere l’ha detto: “Mi spiace. Che la trattoria sia piena il martedì, è un evento del tutto eccezionale”
-          Però poi vi siete seduti.
-          Sì, ne è valsa la pena. Ci hanno dato un tavolo proprio sul Tevere. Bellissimo. E poi era tutto buonissimo. Lei si è abbuffata senza ritegno. Alla fine ha detto: “Non ce la faccio più. Sono piena”.
 
 
LA PIENA DEL TEVERE
 
 
 
Sensazione d’imbarazzo che si traduce in convenevoli e frasi fatte. Lei percepisce che io non vedo l’ora che finisca la conversazione. Breve come al solito, poi: “buon lavoro” “a dopo”.
 
Percepisco dell’altro. Come se la tenessi in pugno. Come se pericolosamente e facilmente, direttamente, dall’imbarazzo e poche parole si potesse passare al contatto di mani ed al bacio.
 
E allora mi ritraggo.
Anche se sarei curioso di verificare se questa percezione è fondata.
 
Ha passato il weekend “col suo ragazzo”. Ma sento che per me è solo una scusa.
 
Non succederà niente.
 
 
 
postato da: sevensisters alle ore 07:07 | link | commenti (25)
categorie: reportages, sesso estremo
lunedì, 28 novembre 2005

“Drive along the sea far from the city’s twitch and smoke
to the misty beach, it’s where my life became a joke...”
 
Donald Fagen – “On the dunes”
 
Canzone sbalestrata
pencolante, ciondolante
 
Barcollante, traballante
 
…imprevedibile
 
Raffinata e cesellata
Studiatamente trasandata
Desolata
 
Forte, alcolica
Come un whisky “per dimenticare”(*)
 
(*) È per darmi un tono. In realtà non bevo whisky
 
 
postato da: sevensisters alle ore 06:54 | link | commenti (23)
categorie: musica, agli antipodi della poesia
venerdì, 25 novembre 2005

sevensisters mentre cerca di assumere un'espressione più sveglia del solito

postato da: sevensisters alle ore 06:56 | link | commenti (31)
categorie: reportages
giovedì, 24 novembre 2005

__
“Ho salutato quel signore, ma mica mi ricordo chi è”
“Ah, è quello che lavora in banca…Però è strano, sta laggiù vicino al Porto, e viene qui a prendere il caffè…È lontano”
“Ma guarda che questo bar attira clienti da tutta Ancona, mica scherza! La cortesia, la simpatia, la qualità del servissio, evèro…”
 
Gli altri clienti mi guardano con espressione allarmata.
“Non ce fate caso. Stamattina Francesco dà i numeri”
 _____________________________________________________
 
 
Si trasmette per opportuna conoscenza…
…per gli adempimenti di vs competenza.
 
D’accordo: e quali sarebbero? Perdoni l’ignoranza
Non sono competente, ahimè, non abbastanza
 
Dovrò inventarmi, per renderla contento
seduta stante, un bell’adempimento
 
postato da: sevensisters alle ore 07:02 | link | commenti (17)
categorie: reportages, agli antipodi della poesia
martedì, 22 novembre 2005

POESIA
 
Il freddo è già arrivato
Scompaiono i pancini
Le allegre mutandine
Leggiadre ed assassine
 
Del resto, essendo il freddo
Un vasocostrittore
Rende difficoltoso
Ogni maschil turgore
 
Il Sommo Vate(r)
 
 
 
Curiosità: qualcuno mi sa spiegare l’origine dell’espressione “Non stare lì impalato”?
postato da: sevensisters alle ore 06:45 | link | commenti (26)
categorie: pezze a colori, agli antipodi della poesia
domenica, 20 novembre 2005

 
…I cosiddetti “libri apocrifi” ci dicono che David sarebbe salito al cielo, dove gli angeli gli avrebbero mostrato l’immagine d’un edificio concepito come il futuro tempio di Gerusalemme. Tornato sul nostro globo, il famoso re d’Israele avrebbe ordinato subito l’edificazione del tempio stesso, avvenuta nel secolo X a.C.
Che l’immagine del “tempio” sia stata, in realtà, quella d’una nave spaziale vista da David?
 
(da “L’uso della cocaina nella divulgazione scientifica”, 1971)
 
ops…no, in realtà si tratta di “Astronavi sulla preistoria” – 1971
 
 
postato da: sevensisters alle ore 16:55 | link | commenti (21)
categorie: pensierini, sesso estremo
giovedì, 17 novembre 2005

 

Vittorio Sgarbi si rivolse a Luca Giurato:
“Non se ne può più, non se ne può più, in questo albergo. Guardi, per dirgliene una, legga qua”
Tirò fuori dalla tasca e mise sotto gli occhi del vecchio lo stampato di propaganda della casa. Fra le scritte: piscina, sala di scrittura, ottima cucina, si leggeva la parola “tromba”.
“Sa che cosa significa questa parola?”, chiese
Luca Giurato si tolse le lenti inforcate per l’occasione e guardò Vittorio Sgarbi.
“Forse”, mormorò, “si allude alla tromba delle scale. Sebbene”, aggiunse dopo una pausa, “non capisca che attrattiva ci sia nel fatto che l’albergo, invece che di rampe aderenti, sia fornito di scale a tromba”.
Rimase un istante pensieroso e proseguì:
“A meno che, per un eccesso di lealtà, il proprietario non abbia voluto prevenire i clienti che l’esercizio è privo di ascensore. In tal caso tromba significherebbe tromba delle scale vuota, in contrapposto all’idea dell’ascensore il quale, come è noto, ostruisce la tromba delle scale. E, forse, l’albergatore ha voluto dire che è vero che non c’è ascensore, ma –ogni medaglia ha il suo rovescio- qui, in compenso, per il fatto di tale mancanza, c’è il vantaggio d’aver la tromba delle scale libera” (^___^ n.d.r.).
Vittorio Sgarbi lo lasciò dire, guardandolo con commiserazione. Alla fine esclamò:
“Nossignore; qui la parola tromba sta nella sua accezione usuale. L’albergo è sprovvisto di pianoforte e il proprietario ha pensato di mettere nel salotto, a disposizione dei clienti che desiderano far musica, una tromba
“Ottima idea” esclamò Luca Giurato
Andrea arrossì. “Papà”, disse, “voglio sperare che tu non abbia l’intenzione di suonar questa tromba”.
“Anzi” replicò Luca Giurato, “desidero suonarla appena l’ Estellaentrerà in porto”.
Vittorio Sgarbi ghignò. “Non ci riuscirà”.
“Perché?” chiese Luca Giurato, che cominciava ad alterarsi..
“Perché?!” fece l’altro con voce soffocata dallo sdegno, “perché? Le dico che, in quattordici giorni che sono in questo malaugurato albergo, non sono ancora riuscito a suonar la tromba!” (^__^ ndr)
“Eh già” osservò Luca Giurato, “non è uno strumento facile”
“Non si tratta di questo” replicò l’altro con crescente agitazione, “il fatto è che è materialmente impossibile disporre, sia pure per brevi istanti, di questa tromba. Accaparrata! Sequestrata! Monopolizzata da un pensionante, un vecchio prepotente a nome Gianni Gianni, che vuol sonarla sempre lui e ha avuto l’impudenza di portarsela in camera perché –dice- non si fida degli altri e non vuol prendersi malattie. Sente? Lo sente?”
Tutti stettero in ascolto. Dall’ultimo piano dell’albergo scendeva un orribile clangore di tuba (^__^ ndr).
“Ma io” proseguì Vittorio Sgarbi, alzando la voce “ho dato l’ultimatum al proprietario. Domani, o la tromba, o faccio causa”.
“È più che giusto!” osservò Luca Giurato
L’altro battè il pugno su un tavolino e aggiunse: “Tutti hanno il diritto di suonar la tromba, qui, e se gli altri sono dei pecoroni, io no. Io pago” concluse in tono altissimo, “e intendo suonare la tromba!” ^_____^ (*)
 
(A.    Campanile – “Agosto, moglie mia non ti conosco”…con qualche leggera modifica)
 
(*) esiste un’altra versione dell’episodio, secondo la quale la parola “tromba” sarebbe derivata dal verbo “trombare”, venendosi a configurare come un particolare servizio dell’albergo. Pertanto, secondo questa versione, Vittorio Sgarbi avrebbe concluso, in tono altissimo, “Io pago, e intendo trombare!”
Ma questa versione è impugnata da molti storici.
 
postato da: sevensisters alle ore 11:41 | link | commenti (29)
categorie: campanile reloaded

LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA
 b) al comma 1-quater dopo le parole: “fondo speciale di Importo pari”, le seguenti parole: “alla somma del valore netto della rete autostradale e stradale nazionale di cui al comma 1-bis e del” sono sostituite dalla seguente: “al”. Conseguentemente, il secondo periodo dello stesso comma 1-quater è soppresso.
 
(Povero secondo periodo…soppresso da un “al”.
Un lavoretto pulito, però. Bravo Legislatore)
 ___________________________________
 
ATTUALITÀ
 
 
Devolution della specie
(sottofondo odierno: "Cavaquinho" - Egberto Gismonti)
postato da: sevensisters alle ore 07:33 | link | commenti (8)
categorie: pensierini, sesso estremo
martedì, 15 novembre 2005

Parliamo di corteggiamento. Tempo fa, ad una trasmissione di divulgazione scientifica in TV, ho sentito che l’evoluzione della specie umana ha condotto il maschio a (dover) diventare un abile venditore, uno che cerca sempre di “piazzare” se stesso presso il popolo femminile. Mentre la donna, per contro è diventata un’accorta, diffidente ed esigente compratrice di maschi.
Me li immagino in tante belle gabbiette allineate su una bancarella al mercato, che scodinzolano con occhi ora imploranti, ora strafottenti, ora tristi, ora pavoneggiandosi cercando di stupire, affascinare, ispirare tenerezza, senso di protezione, stuzzicare voglie…
Mentre le donne passano, come occhiute e diffidenti massaie, soppesando pregi e difetti della merce, cercando di non farsi fregare, scegliendo fior da fiore…
Oppure mi posso immaginare un solerte e (necessariamente) gasato piazzista di aspirapolveri (“Folletto”) porta a porta(*) che suona a tutti i campanelli del quartiere, cercando di piazzare la merce presso casalinghe solitarie, magari disperate…(uhm, a proposito…mi sa che sarebbe un bel mestiere).
 
(*) ieri sera, tanto per cambiare, dal neoricoperto Vespa si parlava del delitto di Cogne…(i soliti: Crepet, il cicciuto e barbuto criminologo F.Bruno, la Simonetta Matone, la Palombelli…che barba che noia…)
 
(sottofondo di oggi: "Buenos dias! Doña Maria" - Dino Saluzzi)
 
postato da: sevensisters alle ore 07:22 | link | commenti (25)
categorie: pensierini
domenica, 13 novembre 2005

Solo musica (sasso nell'acqua - cerchi)

 sottofondo: "Ferry across the Mersey" - Pat Metheny (cliccare)

postato da: sevensisters alle ore 08:49 | link | commenti (22)
categorie: musica